"Quando s'avvicina la fine non restano più immagini del ricordo; restano solo parole. Parole, parole sradicate e mutilate, parole di altri, fu la povera elemosina che gli lasciarono le ore e i secoli." J.L. Borges
insilenzio in 28 giugno 2008
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28 giugno 2008

Per qualsiasi cosa vi prego di contattare il mio legale!
Ieri sera ho subito l'assedio dei miei vicini di casa. Mi hanno aspettato al rientro dal lavoro, tutti inferociti perchè ho chiesto il rinvio " a data da destinarsi" di un atto di compravendita di terreni in comproprietà.
Sono tutti d'accordo che a me non debba spettare nulla. Nemmeno il diritto di prendere tutte le debite informazioni a riguardo.
Un campionario delle bestialità ascoltate:
Io sono una persona onesta, tu ti devi fidare!
Guarda quante famiglie metti nei guai se non firmi.
Mia nuora... sai ha una situazione finanziaria difficile, deve pagare due mutui
Io sono una persona onesta
L'ingegnere xxx che ha fatto il progetto è una persona onestissima, figurati!
Quanto tempo ti serve per decide: una settimana, 15 giorni?
Ma tu vieni lo stesso dal notaio venerdì che ti spiega tutte le cose così poi stai tranquilla
Io sono una persona onesta, ti ho sempre trattata come una figlia
Poi se non siete contenti della casa io faccio fare il mutuo a mio figlio e ve la compriamo.
Domani ho appuntamento con un avvocato.
Che palle! la prossima volta compro una villetta.
Matrimonio batte sindrome premestruale 1-0
Stamattina stavo pensando che in questi giorni dovrei essere el pieno della mia depressione premestruale. Invece i preparativi del matrimonio, la gioia di avere vicino finalmente la persona che amo ela soddisfazione di vedere la mia casa ( e la mia famiglia) che si costruisce giorno per giorno l'hanno decisamente avuta vinta.
Ieri ho fatto pulizia. Un po' invidiosa del distacco dagli oggetti del mio futuro marito, ho deciso di liberarmi di un po' di zavorra. Quando sono andata a vivere da solo circa un anno fa i miei familiari mi hanno fatto il trasoloco, facendomi trovare gli scatoloni già chiusi con tutto quello che avevo accumulato in questi anni nella mia stanza. Quegli scatoloni me li sono trascinati dietro giusto fino ai giorni scorsi. Con la scusa di riempire i miei nuovi mobili e la libreria mi sono lasciata prendere dal gusto di rivedere il mio passato per poi lasciarlo definitivamente nel passato. La prima osservazione è che sono indubbiamente affetta da grafomania e da un certo feticismo per tutto quello che ho scritto: ho ritrovato quaderni, foglietti, blocchi di appunti, fogli dattiloscritti, bigliettini del liceo, diari, agende, fogli protocollo e quantaltro stilati nel corso di questi 30 anni. La mia vita in appunti sparsi. OK, questi non ho avuto il coraggio di buttarli: li ho chiusi tutti in una scatola insieme alle foto e ai ricordi e li ho infognati sotto al letto.
Poi però ho iniziato a buttare tutto il superfluo. Soprattutto la mia raccolta di articoli di giornale, memoria di un tempo in cui tutte le mie certezze si basavano solo sulla mia cultura, su quello che sapevo. Oggi mi sento una donna e tutto quello che mi serve me lo porto sempre dietro (dentro). Non ho bisogno di citazioni. Non ho bisogno di referenti. E se non mi ricordo qualcosa ... sopravviverò. Oggi sono io.
Le mie colleghe mi dicevano che quando provi per la prima volta il tuo abito da sposa "senti" che è il tuo. Io pensavo che fossero un po' sceme. Invece ho dovuto ricredermi. Quando mi hanno aiutato ad indossare l'abito che poi avrei scelto, prima ancora di vedere come mi stava, ho sentito quel tessuto che mi accarezzava la pelle e aveva qualcosa di diverso da tutti gli altri.
La mia amica di infanzia e mia madre hanno confermato: "Questo vestito è proprio come te, semplicissimo, ma solo in apparenza".
13/10/2008
Abbiamo fissato la data!
Ieri ho comprato l'abito per il matrimonio.
Non mi sembra vero che sto per sposarmi...
Scrivere in ufficio
Per l'ennesima voltami hanno detto che i miei testi sono troppo umani, che c'è troppo cuore. Ma che cazzo vuol dire? E poi lo scopo non era quello di umanizzare un po' l'azienda?
Che palle.
Non so accettare le critiche. Mi da fastidio quando mi dicono quelle cose tipo "non fraintendere sono bellissimi però...". preferirei che mi dicessero le cose in maniera più diretta.
E poi perchè non ho mai diritto a una revisione? Non ho detto di aver consegnato dei testi definitivi, anzi. Lavorando praticamente senza un brief mi tocca sempre andare a tentoni. Almeno avere delle indicazioni strada facendo per non buttare vie ore di lavoro imboccando sentieri sbagliati. E invece niente revisioni, niente lavoro di squadra e niente brief. Niente creatività, niente di originale: solo quando scrivo le solite banali minestre riscaldate fila tutto liscio. Se solo mi azzardo a metterci qualcosa di più, me lo cassano. ma senza discussione. Così per me non serve a nulla: non posso migliorarmi, non ne traggo alcuna soddisfazione e mi pagano pure poco. E poi sono permalosa, lo so. Ma è perchè quando faccio qualcoa di diverso lo faccio seguendo una mia logica, dei miei ragionamenti, non così a cazzo perchè ne avevo voglia. Per questo vorrei sapere dove ho sbagliato il mio ragionamento, o se è solo la resa che non è efficace per lo scopo che mi ero prefissa. Dove sono i bravi maestri?
Paure
Quando arrivo in ufficio mi domando "cosa ci faccio io qui?".
Giorno per giorno divento un po' più acida, meschina, annoiatae stanca.
La soluzione è semplice: andarsene.
Resta solo da capire perchè non lo faccio.
Non lo faccio perchè ho paura, fottutamente paura.
Ho paura dei colloqui di lavoro. Ho paura di essere giudicata e incasellata. Ho paura di mettermi in gioco. Ho paura di non farcela. Ho paura dinon essere all'altezza. Ho paura di non essere brava come credo o almeno di non essere brava a dimostrare che sono brava. Ho paura della gente. Ho paura di chi non ti dà una seconda chance. Ho paura di tutte le situazioni nuove.
L'insieme degli insiemi che non appartengono a sè stessi ... mi sembra un tipo che ha parecchie cose da dire: non si potrebbe uscire a berci una birra?
Quanto mi piace in questo periodo: oggi in macchina l'ho ascoltata almeno tre volte. Quel piacere ossessivo per cui non riesci a far finire il pezzo che già vorresti che ricominciasse. Fino alla nausea.
Adoro il contrasto tra l'apertura così pulita e perfetta e la chiusura con quel fantastico lalalala corale (mi sono accorta che questi maledetti coretti sono davvero il mio punto debole!) e gli urletti strozzati di McCartney. E poi quel crescendo su better bet-ter bet-er... dio mi fa impazzire. Vorrei ascoltarla ancora una volta... solo una...
Percezione del corpo e femminilità. Appunti
Da qualche mese ho smesso di prendere la pillola. Mi sono dimenticata di ricominciare dopo l'interruzione mensile e ho deciso (dopo quasi 10 anni) che non voglio più riprenderla. Non voglio avere figli, ma se dovesse capitare non ci sarebbe nulla di male visto che ormai ho quasi raggiunto i 30, ho un ragazzo che mi ama, una famiglia che mia iuta sempre, un lavoro e una casa. Non voglio avere figli subito, ma voglio ricominciare ad avere una sessualità serena. Già perchè mentre si ciancia tanto di certi effetti collaterali della pillola (fa ingrassare, la cellulite, ...) molto meno si parla di calo del desiderio. Eppure confrontandomi con alcune amiche non sono certo l'unica.
Fin qui il fatto. La riflessione che ne è seguita è stata più o meno questa. nessuno ti insegna a conoscere il tuo corpo e la tua femminilità. Vuoi scopare senza avere figli? Prendi la pillola. Quando hai 16 anni probabilmente è l'unica cosa che si desidera, ma non si hanno 16 anni tutta la vita e si finisce per arrivare a 30 senza aver acquisito quella attenzione verso il proprio corpo che è anche responsabilità e amore per il proprio essere donna. Tutta la nostra medicina è orientata a tacitare il corpo. prendi la "pillola" (per il mal di testa, per il mal di stomaco, per non rimanere incinta) e dimenticati del tuo corpo. Peccato che poi il corpo si ribella (e ti fa scendere a zero il desiderio sessuale). Quel corpo che non è solo qualcosa che fa male. E che se fa male forse è meglio ascoltarlo, invece che metterlo a tacere con una pillola.
E dire che lavoro in un'azienda farmaceutica...
Naturalmente questa esperienza dell'oblio del corpo rappresenta la mia personale esperienza, ma mi sembra qualcosa di estremamente diffuso.
***
Sono stanca di sentire quarantenni che dopo 20 anni di matrimonio si lamentano della vita di coppia e della monotonia della loro vita sessuale! Non penso di essere una stupida se reputo che al posto della noia, la conoscenza reciproca possa generare un rapporto più profondo e un'intesa sessuale sempre migliore. Se siete insoddisfatte non è detto che la colpa sia solo di vostro marito! Anche la sessualità richiede impegno e non si può aspettare che la passione piova dall'alto. Bisogna mettersi in gioco. Anche con il corpo e non solo con la testa.
***
Per lavoro mi capita di leggere giornali femminili. Ho scoperto con disgusto la persistenza di alcuni stereotipi pseudofemministi sconcertanti. Non mi sembra possibile che una donna possa affermare quello che ho letto oggi: "Dopo ognuno dei due aborti che ho avuto, ho provato gioia e sollievo, e un'ispirazione e un'introspezione che una cura canalare non mi ha mai causato". Credo che alla base di certe affermazione pro-aborto si collochi il tentativo di annullare la femminilità. La gravidanza come una malattia. L'aborto come la devitalizzazione di un dente. Mi sembrano concetti così folli! Accidenti, ma le donne si sono lasciate convincere davvero dall'ideale scientista di androginia e neutralizzazione della differenza sessuale? Davvero è possibile non "sentire" a tal punto le esigenze di un corpo femminile? La ricchezza che viene dalla possibilità di essere madri, di generare una vita, di portarla dentro di sè. Continuano a trasparire termini scientifici che ci fanno sentire tanto progressiste: non siamo incubatrici, no certo, ben altra cosa è portare a termine una gravidanza. Non mi schiero rigidamente contro l'aborto, come non mi schiero contro la pillola in assoluto: ma - santo dio - quando vogliamo riappropriarci di questa benedetta femminilità e capire quello che siamo realmente?