in silenzio

"Quando s'avvicina la fine non restano più immagini del ricordo; restano solo parole. Parole, parole sradicate e mutilate, parole di altri, fu la povera elemosina che gli lasciarono le ore e i secoli." J.L. Borges
lunedì, 23 maggio 2005

Ti senti debole, come se il cuore non riuscisse a pompare l'energia fino alla periferia estrema del tuo corpo. Alla guida lasci che il piede affondi sull'acceleratore, ti afferri salda al volante e ti abbandoni a una velocità incosciente. Non senti più il tuo corpo, completamente fuso con la macchina. Ciò che conta  si concentra nel sordo dolore che pulsa nelle orecchie.Il resto scivola via dalle dita, fuori dal finestrino.
Finchè il dolore esplode in un urlo, un urlo che squarcia la carne, che  si spalanca come un'oscena vagina, un urlo strozzato di chi non ha diritto di piangere e devasta. E lacera.

Perchè cercare di guadagnare senso di inferiorità crogiolandosi nell'abisso dell'abiezione  e dell'infamia è perverso. E questo inferno è ciò che brama la mia anima.

Espiazione.

postato da: insilenzio alle ore 21:18 | link | commenti (3) | commenti (3)
categorie: autocommiserazioni
domenica, 08 maggio 2005

...a volte ho come l'impressione che sto solo cercando dei pretesti per non essere felice.
Ho scoperto in me un'inaspettata pulsione che mi fa desiderare non già la felicità, ma il morboso abbraccio di thanatos. Non il suicidio, ma l'autodistruzione come dolce conseguenza della scelta del male...

postato da: insilenzio alle ore 23:15 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: autocommiserazioni
giovedì, 05 maggio 2005

Ho quasi finito la prima settimana di lavoro e finalmente ho un po' di tempo per raccontarvi come sta andando. Non so se l'ho già scritto, ma la mia sede di lavoro è a Monza, tranne per un giorno a settimana in cui mi devo recare in quella che è la nostra sede legale, un bellissimo monolocale, in centro, a Milano. Mi tocca spararmi un ora e mezza di treno-metro-pulmann, che non è il massimo ma, insomma, con la fortuna che ho avuto, qualche piccolo sacrificio...
Il primo giorno mi son presentata spaurita come un pulcino in questa ditta enorme, ipermoderna e un po' feng shui. Mi hanno accolto con calore mostrandomi il mio nuovo ufficio: spazioso e luminoso solo un po' anonimo, con il mio bel pc e il telefono ( mio padre ha commentato che lui in 35 anni di lavoro non ha mai avuto un ufficio tutto suo...). Il bello è che mi chiedevano "Le piace? Le va bene?" un po' come quando al ristorante ti fanno assaggiare un vino strafigo e tu , che sei abituato al vino sbocco, non valuti nemmeno lontanamente la benchè minima possibilità di mandarlo indietro. Poi le ragazze mi hanno portato a fare il tour dell'azienda (che non è la casa editrice, naturalmente, ma è una storia un po' complicata): mi portavano negli altri uffici e mi presentavano a tutti come la nuova stagista della casa editrice, mostrandomi tutti i luoghi fondamentali per la vita sociale: la macchinetta del caffè, lo spazio fumatori, la reception, la mensa.... Poi, mentre ero seduta nel mio ufficio, ogni tanto passava davanti qualcuno e vedendo una nuova ragazza sbirciava incuriosito.
Tutte queste sere sono tornata a casa completamente fusa perchè mi stanno aprendo il cervello per infilarci dentro il maggior numero possibile di informazioni: dal momento che sono il dipendente numero 1, oltre che unico, della J&L devo arrabbatarmi a fare di tutto, e ho a mia disposizione una squadra di esperti (avvvocati, segretarie, contabili, esperti di pubbliche relazioni e quant'altro)  che mi insegnano ciò di cui ho bisogno. In cambio io non appena sarò autonoma li solleverò dal peso della gestione di cose che non li riguardano. E questo accade a Monza, dove fra l'altro dovrò presto seguire il progetto del sito...
Ieri invece sono stata a Milano: l'ufficio è l'appartamento dove vive per 2 giorni asettimana il mio capo, il quale si occupa più che altro della mia educazione perchè, secondo le sue parole, entro due anni devo diventare una "persona sofisticata": col cazzo!, ho pensato io, continuerò a ruttare e scorreggiare come ho sempre fatto...Intanto io gli faccio da segretaria e conosco un po' di gente famosa, perchè questo è il suo lavoro, crearsi amicizie. Poi lui se ne è andato da Nobu con gli amici a pranzo e mi ha lasciato in quel magnifico appartamento con completa libertà di movimento: "mettiti comoda, in frigo ci sono dei magnifici formaggi, magiati un'insalata, qualcosa..." Così mi sono guardata tutti i suoi libri ne ho scelto uno ("l'archeologia del frivolo" di Derrida), idem con i cd (Marianne Faithful, Tom Waits), mi sono messa comoda sul divano, poi, visto che non tornavano ho cazzeggiato un po' in rete, insomma mi sono proprio rilassata... e poi è bello vedere le fisime di questi personaggi che si credono degli dei e poi non sanno compilare un bolletino postale e fuggono da qualsiasi contatto con un computer, quasi potesse trasmettere qualche malattia strana.  Anzi sto pensado di scriverne dei ritrattini ironici. Tutto sommato poi  A. è una persona piacevole e gentile, anche se non ci tengo, come ho già detto, a entrare a far parte di questo modo, preferisco la posizione di osservatore distaccato, quello che tutti credono stia dentro e invece sta fuori. Mi ha dato anche un compito,  mi tocca imparare 5 nuove parole in inglese al giorno: aiutatemi! suggeritemele voi perchè io non ho un attimo di tempo! Arrivo a casa bollitissima, anche se già a metà pomeriggio comincio a dare segni di squilibrio mentale per la stanchezza, ma sono davvero felice.

postato da: insilenzio alle ore 19:35 | link | commenti (14) | commenti (14)
categorie: vitavissuta