Come liberarsi di una caccola troppo appiccicosa

L'altra sera dopo le mie disavventure automobilistiche decido di uscire con Marco, a bere qualcosa.
Durnte il tragitto in macchina verso il bar dei ricchioni, Marco continua a farneticare a proposito di mostri alieni, e strani avvistamenti del chubacabras.
Mentre cerco di sostenere la mia tesi in favore dell'esistenza di altri animali mitologici, come il catoblepa, manifesto tutto il mio interesse per la discussione scaccolandomi con indifferenza.
L'esito dell'operazione è naturalmente infausto perchè ora devo riuscire a liberare il mio dito indice da una di quelle caccole collose, quelle che terminano con goccia finale, insomma le più schifosamente bastarde!
Subito Marco viene in mio aiuto con un prezioso consiglio: metti la mano fuori dal finestrino fino a quando non si secca e poi la scagli lontano. Fantastico!, penso io, Problema risolto!. E Invece resto lì con la mano semicongelata e la caccola ancora perfettamente umida e appiccicosa.
Iniziano i miei vani tentativi di appallottolarla, ma, con fragorosi scoppi di ilarità, continuo a soltanto a passarmela da un dito all'altro. Quando infine anche l'ultima risorsa - una schicchera ben assestato dalla mano sinistra verso la palletta umida incollata alla mano destra - si rivela vana, non mi rimane che una soluzione: liberarmene incollandola al tettuccio della macchina!
Marco si oppone con forza, ma sta guidando e non può impedirmelo! Non vuole crederci, ma non sa di cosa sono capace!
A me sembra più incredibile del chubacabras, arrivati al parcheggio, quella bastarda caccola aliena era ancora incollata sulla macchina, avvinghiata con i suoi tentacoli di muco, provenienti da un'altra dimensione!
Come bucare due gomme in allegria.
Giovedì sera stavo tornando a casa dopo la solita estenuante giornata di lavoro. La mia Panda faceva uno strano rumore, ma bè, fa sempre strani rumori che generalmente è meglio ignorare. Purtroppo questa volta il rumore non è solo un rumore, ma è proprio una gomma a terra. me ne accorgo in punto veramente simpatico:sulla rampa di accesso della tangenziale. Seguono attimi di panico e disperazione: non posso tornare indietro, non posso andare avanti, non posso telefonare a nessuno perchè naturalmente non ho soldi sul cellulare e ovviamente non so cambiare la gomma. Mi passano davanti agli acchi decine di automobilisti indifferenti. Io sfoggio la più perfetta espressione sconsolata con punte di disperazione, finchè un simpatico impiegato si ferma. Immediatamente gli chiedo di farmi fare una chiamata, ma sono talmente in paranoia che non ricordo nemmeno il numero di casa. Lui si offre di cambiarmi la gomma.
La ruota di scorta. Problema:dove si trova la ruota di scorta? Mi dirigo sicura verso il baule, ma naturalmente quella, infida, si è nascosta nel cofano.
La ruota di scorta: una volta trovata, si rivela l'amara verità: è a terra anche la ruota di scorta. A questo punto al panico subentra uno strano stato di euforia immotivata: la fortuna evidentemente oggi mi sorride, cosa volete farci?
In discesa, con il freno a mano della Panda che notoriamente non serve a un cazzo, vedo per la prima volta cambiare una gomma. Gentilmete il mio soccoritore mi spiega che se anche fossi stata capace non ce sarei mai riuscita a svitare i dadi che la fermano. Ora l'unica cosa da fare è sperare che la ruota di scorta sgonfia tenga fino alla prima area di servizio dove avrei potuto farmela gonfiare.
Speranzosa e lieta mi immetto in tangenziale viaggiando su una ruota sgonfia: corsia di emergenza, 30 all'ora e invocazioni alla Madonna.
Mi sembra che l'area di servizio non arrivi mai, mentre il rumore e la puzza di bruciato si fanno insopportabili.
Alla fine approdo alla dolce meta e mi fermo immediatamente: la gomma è completamente bruciata. Mi viene da ridere. Un camionista mi corre incontro: "ho sentito un rumore!" mi dice con accento veneto., "Eh già, gli rispondo, eccomi qua". Dopo un breve riepilogo si offre di gonfiarmi l'altra gomma che probabilmente non è bucata. "Che bello! penso, Guarda quante persone disponibili ho trovato". Non scherzo, mi sentivo estremamente serena, non so forse le inalazioni di copertone bruciato hanno blando effetto euforizzante...
Avvistato l'Autogrill, il mio scopo è principalmente quello di ricaricare il cellulre e farmi venire a rendere, perchè nonostante le rassicurazioni del camionista veneto io fino a Saronno su quella gomma non avevo nessunissima intenzione di tornarci: va bene l'ottimismo...
Ed eccomi qui a passare una magnifica serata pressol'autogrill di Cinisello Nord: che bellezza pizza e orticelle da Spizzico e poi festa del cioccolato! come resistervi. per passare il tempo scelgo anche un libro di Joe Landsdale, In fondo alla palude, è in offerta e mi siedo a leggere mangiando le mie schifezze.
C'è un pupazzetto terribile, una specie di strega-vampiro, che suona in continuazione la stessa isterica musichetta: è la sigla dei Mostri, ve lo ricordate il telefilm?
Chiacchiero un po' con il cassiere, ormai siamo in confidenza, visto che sto spendendo tutto il mio stipendio in questo limbo e scambio due parole con la ragazza di Spizzico, stupita della mia gentilezza. In mezzo al rumore delle friggitrici, mi sento di volere bene a queste persone. Devo essere completamente pazza. Oppure il cioccolato era drogato.
Gestalt
Ho un problema.
Quando ero piccola ero una bambina introversa e incline alla fantasticheria.
Tutte le domeniche i miei genitori mi portavano in chiesa e inevitabilmente io mi annoiavo.
Inevitabilmente finivo a fissare il pavimento
- chissà perchè i miei ricordi d'infanzia riguardano per lo più i piedi delle persone, come per esempio le scarpe rosse che la mia maestra portava il primo giorno di scuola, mentre tutti i piedi dei miei compagni fremevano in fila per due nel corridoio-.
Comunque, tornando a noi, c'era questo gioco: mi abbandonavo a decifrare le macchie che componevano il pavimento della chiesa e iniziavo a vedere volti buffi o animali o diavoli o chissà cos'altro.
Ora, il fatto è che il mio cervello ha preso talmente abitudine a iper-interpretare messaggi visivi ambigui che rischio di travisare la realtà.
Quando guido, di notte, magari senza occhiali, per una buia strada di campagna, basta un sacco della spazzatura buttato sotto un cartello stradale per farmi sterzare bruscamente, perchè per il mio cervello mi manda subito il messaggio: "Attenta! c'è una persona".
Insomma vedo in continuazione fantasmi. Allucinazioni di brevi secondi.
Una volta mi è capitato di fare il Rorschach: ho fatto un po' fatica all'inizio, poi piano piano mi sono sciolta e nelle ultime tavole ho visto un sacco di cose buffe.
Mi rendo conto ogni giorno di più di quanto sia vera l'affermazione che mia madre mi ripeteva durante la mia "spocchiosa" adolescenza "c'è da imparare qualcosa da chiunque".
Il valore del singolo individuo è alla base non solo della convivenza civile, ma soprattutto, della crescita umana., nonostante sia così poco conosciuto e tenuto in considerazione.
Ciascuno merita rispetto e ascolto.La verità si palesa nell'umano in quanto tale, non in quanto intelligente, colto, ricco, bello o forbito.
La verità si incarna nell'uomo. Ognuno di noi ne porta dentro un pezzettino...
Chiudersi agli altri significa chiudersi alla Verità
Come si fa a sopravvivere alla routine? La maggior parte della mia giornata è occupata dal lavoro e quando torno a casa crollo addormentata. Ieri mattina mi sono svegliata con il libro che stavo leggendo di fianco al mio braccio, sul bordo del letto, esattamente nella stessa posizione in cui l'avevo lasciato la sera prima. Per la prima volta nella mia vita non ho del tempo libero da dedicare a me stessa: è terribile! Ho ancora chiusi nella mia testa un sacco di progetti, un sacco di idee che non ho mai il tempo di buttare giù...
Sono la solita lagnosa, lo so...
La casa editrice sta iniziando a lavorare seriamente: il 27 è uscito il primo libro, e per novembre dobbiamo preparare altre sei pubblicazioni. Continuano a farmi fare la segretaria nonostante io sia una pessima segretaria. Aumenta l'irritazione nei confronti dei miei due capi, ricchi, viziati e di sinistra. Ipocriti. Nel tempo libero corro come una trottola per riuscire a fare tutto quello che non ho fatto durante la settimana: piscina, banda, shopping, biblioteca, pubbliche relazioni. .. Il mio amore lo sento per lo più per telefono e quando ci vediamo mi addormento sul divano...
Mi sento un po' sfigata...Ma è questa la vita dei grandi? Non ci sono alternative, almeno per chi è rimasto ineluttabilmente un adolescente ripiegato su se stesso, con tendenze depressive ?
Progetti per i prossimi post: le parole delle persone che mi circondano come mezzo attraverso cui delineare il loro carattere e modo di vivere. Le loro parole delineano il loro mondo. Sarà banale, ma ho voglia di farlo...Spero di averne il tempo