in silenzio

"Quando s'avvicina la fine non restano più immagini del ricordo; restano solo parole. Parole, parole sradicate e mutilate, parole di altri, fu la povera elemosina che gli lasciarono le ore e i secoli." J.L. Borges
venerdì, 31 marzo 2006

Ieri sera l'ho portato fuori a cena. Siamo andati nel "nostro" ristorante indiano, quello dove abbiamo passato tante romantiche serate e ci siamo ubriacati di spezie e Greco di tufo. Abbiamo passato la serata a guardarci con un sorriso ebete sul viso, un sorriso che non voleva smettere di tendere i muscoli fino quasi allo spasmo. Il cuore gonfio, gli occhi lucidi e una gioia tanto profonda e sconvolgente. Penso di non aver mai riso e pianto così tanto per la gioia. Ieri sera la gioia ci rendeva belli.
Marco era bellissimo.
Sono innamorata.
Ho persino guidato tutta la sera! Io...
E questa sera mi ha chiesto di uscire di nuovo: ogni volta che accetta di stare con me il mio cuore non può fare a meno di sussultare e fremere nel petto. Perchè lui mi ama.

postato da: insilenzio alle ore 11:44 | link | commenti (4) | commenti (4)
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martedì, 28 marzo 2006

Cominciano le difficoltà.
Questa notte ho dormito poco e molto male, come da un po' di notti a questa parte. Di giorno riesco a vivere una vita normale e serena ma di notte emergono le mie ansie e i sensi di colpa.
Ieri sera sono uscita con i compagni di corso. Non volevo, non mi andava perchè sapevo che avremmo fatto tardi e i miei si sarebbero preoccupati. Ma ero l'unica automunita e se rinunciavo io rinunciavano tutti.  Così ancora una volta mi sono lasciata convincere. Ancora una volta non ho saputo dire di no, sebbene sapessi che non si trattava della cosa giusta da fare.  E' stata una bella serata, mi sono divertita, ma in fondo mi sentivo un po' agitata: non sapevo bene come relazionarmi in maniera diretta con persone che mi conoscono poco e per la prima volta non avevo a disposizione la mediazione di Marco. A posteriori ci ho riflettuto molto anche perchè ho la drammatica tendenza a cacciarmi in situazioni ambigue dalle quali poi fatico ad uscire.  Ho paura dell'idea che glia ltri possono farsi di me, non mi va di cadere vittima di un clichè. Desidero essere limpida e trasparente e tuttavia mi diverto a sguazzare nel torbido, a giocare col fuoco.
Ieri sera mi sono resa conto che i buoni propositi non possono bastarmi e che non sono ancora pronta finchè anche la volontà non sarà rafforzata. Ieri sera mi sono resa conto che ho ancora molto lavoro da fare su me stessa. Sono ancora molto debole.
Poi mi è dispiaciuto per i miei genitori che non hanno più fiducia in quello che dico e non sono abituati a vedermi uscire da sola la sera.
Infine mi sento anche in colpa per il semplice fatto di essere uscita a divertirmi: un sottile desiderio di autopunizione, o di espiazione, come ho scritto altrove, mi dovrebbe tenere alla larga da questa voglia di mondanità.

 

postato da: insilenzio alle ore 10:31 | link | commenti (3) | commenti (3)
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lunedì, 27 marzo 2006

grazie grazie grazie

Quante persone stupende ho vicino!

Sono molto fortunata...

postato da: insilenzio alle ore 12:44 | link | commenti | commenti
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giovedì, 23 marzo 2006

Le cose si mettono meglio.
Ieri abbiamo parlato, io e Marco, senza intermediari.
Innanzitutto con me ha abbandonato la lucida follia in cui versava da alcuni giorni, per una pacata sofferenza. Ha abbandonato almeno i suoi piani di vendetta e di fare tabula rasa intorno a tutti noi coinvolti in questa storia. E questo è importante perchè avrebbe travolto anche se stesso in questa folle autodistruzione.
Mi sento meglio perchè ha abbandonato la disperazione ed entrambi ora abbiamo una speranza e una motivazione forte per vivere. Mi sento meglio perchè ieri sera ho avuto coraggio e sono stata forte anche quando ci sono stati momenti difficili. Mi sento meglio perchè lui ha capito. Mi sento meglio perchè mi ama ancora e io lo amo ancora. Mi sento meglio perchè mi sono caricata delle mie responsabilità. Mi sento meglio perchè posso ricominciare. Mi sento meglio perchè dovrò passare attraverso un calvario ma ho la possibilità di crescere e diventare una donna. Mi sento meglio perchè quello che ci legava esisterà per sempre e se ci impegneremo come ci siamo promessi è possibile che in futuro il nostro rapporto rinasca. Su fondamenta più solide.

Ora ci vuole solo tempo. Coraggio. Impegno.
Si comincia una nuova vita.

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mercoledì, 22 marzo 2006

Mi sembra che non sto soffrendo abbastanza per quello che ho fatto. Mi sento in colpa perchè lui sta molto peggio.

postato da: insilenzio alle ore 09:03 | link | commenti | commenti
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martedì, 21 marzo 2006

Sono passati tre giorni. Sono affaticata e stanca. mangio e dormo poco, quasi niente e sono sull'orlo di un tracollo psico fisico.
Eppure mi sento combattiva e determinata. Determinata a ricostruire me stessa e a capire fino in fondo tutte le ragioni. Determinata a far sì che questa esperienza non risulti vana. Certo continuo a sperare in una riconciliazione, ma con la consapevolezza che ci vorrebbe un miracolo: e comunque prima è necessario capire come è potuto succedere. Certo non si è trattato di un semplice tradimento, ma i un complesso meschino sistema di menzogne, che mi ha allontanato sempre di più dal marco e anche dalla realtà. Non so se è possibile e giusto perdonare.
Quanto sia semplice vivere quest'esperienza di male quotidiano è sconcertante. Il male come abbandono della razionalità e della facoltà di giudizio, abbandono ad una realtà assurda e fasulla. Una realtà piacevole. Perchè è più facile non vedere i problemi, lasciare che la coscienza diventi una voce lontana e vivere giorno per giorno. Ma vivere questa falsità ti insinua dentro germi di distruzione. Prima o poi esplodono, non necessariamente nel modo eclatante che è accaduto a me. Già da tempo avevano iniziato a corrodere dentro: non so più chi sono, quali sono i miei punti di riferimento, i miei parametri di giudizio. E l'autostima, dove può finire. Si finisce per sospendere il giudizio. Vivendo sospesi.

postato da: insilenzio alle ore 14:19 | link | commenti (1) | commenti (1)
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domenica, 19 marzo 2006

Eccomi qui al fine, alla resa dei conti...
Marco ieri ha scoperto che persona meschina sono. E' finita. L'ho ucciso nella maniera più brutta.
In breve la storia: sto con l'uomo della mia vita da quasi otto anni, l'unico vero problema sembra essere il fatto che non riusciamo asposarci, in verità sotto probabilmente bolle qualcosa di peggio, almeno da parte mia. Insicurezza, insoddisfazione. Approfondisco un'amicizia con un altro. Lui mi vuole e presto io cedo. Cerco disperatamente aiuto per uscirne, per non abbandonarmi alla mia debolezza, ma come al solito in tutte le cose in cui deve emergere la mia forza di volontà non ce la faccio. Abdico alla coscienza, vivo alla giornata, sperando che non si scopra mai. L'altro ovviamente mi spalleggia in questa via. Marco mi ama più di prima e non sospetta niente. Le mie insicurezze non migliorano e mi faccio sempre più schifo. Il rapporto con Marco va in crisi, forse lo era già: ma cerchiamo,. soprattutto grazie a lui, di porre rimedio (vd post precedente). La storia con l'altro si allenta perchè sono travolta dalla prassi, più che per vera volontà di farlo, non ho tempo per due uomini. E l'uomo con cui voglio stare tutta la vita è Marco.
Cerco anch'io di fare di tutto per recuperare il nostro rapporto che soffre a causa della mancanza di sincerità, che sembra passare una fase di stallo. E ci credo veramente: possiamo recuperare il nostro rapporto a patto che io sconfigga i miei fantasmi e le mie paure. A patto che io maturi.
Poi succede il peggio. Marco legge un'e-mail e scopre tutto. E' finita. Scopre come in questi mesi lo abbia preso in giro. Come meschinamente gli abbia fatto credere che eravamo tutti amici ( uscivamo insieme quasi tutti i sabati).  Come abbia infangato la cosa più bella che avevamo.
Nessuno mi ha mai amato come Marco. Nessuno mai mi amerà così. E io non ho saputo amarlo.
Ora mi sembra mi abbiano iniettato del veleno nel sangue, e sto male: ma è il mio veleno e io sola sono causa della mia rovina.
Ora sono sola, è quello che merito.
Ora, lui è solo e ferito nel profondo e non se lo meritava.
Per quanto io stia male e sia tentata di pensare al suicidio,  non mi sembra che questa possibilità mi sia concessa: non è il mondo che ha fatto male a me, sono io che ho fatto il male. E non posso sfuggire alla punizione che merito. Tanto dolore che non servirà mai ad espiare. Un cadavere da trascinarmi dietro per tutta la vita. E l'impegno di cambiare.
E non riesco ad abbandonare la speranza di avere un'altra possibilità. Non subito, non prima che io "mi sia messa a posto". Ma non riesco a pensare alle nostre vite separate.
Con l'altro questa volta è chiuso. Anche perchè (come se non bastasse e giusto per dare un'idea della mia amoralita) lui ha una famiglia e va tutelata. E poi devo smetterla di appoggiarmi agli altri come un parassita.
E tante altre cose: ma giusto per dare un'idea di che razza di persona di merda sono.

postato da: insilenzio alle ore 09:06 | link | commenti (3) | commenti (3)
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martedì, 14 marzo 2006

Ormai non trovo più un attimo per scrivere.
Gli ultimi post sono solo dei meschini tentativi di non mollare del tutto questo posto.
Purtroppo son travolta dalla prassi. Non è una scusa e ve lo provo.
La mia settimana si svolge più o meno così:
Lunedì: esco alle 8 e rincaso alle 22: 8 ore di lavoro + 3 di corso (revisore redazionale) + spostamenti Cesate-Monza-Milano-Cesate;
Martedì: come il lunedì ma dopo il corso vado alle prove di musica;
Mercoledì: preciso al lunedì;
Giovedì: finalmente faccio solo 8 ore di lavoro. La sera la dedico un po' al mio amore, ma per lo più mi addormento sul divano;
Venerdì: dopo il lavoro, dalle 21 fino ad orario imprecisato prove di musica
Sabato: finalmente a casa, si dorme, si cucina, si nuota (ho ricominciato proprio questo sabato, ma spero torni un'abitudine), si fanno pubbliche relazioni, varie ed eventuali 
Domenica: lavori domestici, riunioni giornalino banda.
Questa è la novità, il giornalino della banda: ho messo insieme un gruppo di ragazzi tra i 12 e i 18 anni per realizzare questo progetto, con cadenza mensile, che si sta rivelando molto impegnativo, ma anche molto soddisfacente.
Intanto l'idea di realizzare qualcosa di mio, totalmente strutturato da me (e parlo del progetto, non del prodotto finito) mi sta aiutando ad accrescere la mia scarsa autostima. Inoltre, in questo progetto l'aspetto educativo è pressochè dominante e mi sono resa conto di come sia appagante proprio questo lavoro su e con le persone: creare un ambiente idoneo, instaurare un clima di amicizia, dove ci si diverta, ma allo stesso tempo si riesca anche a lavorare con rigore; creare motivazioni e aspettative; costruire un rapporto privilegiato e diversificato con ciascun elemento del gruppo; e ancora porre attenzione a tutte le dinamiche relazionali che si vengono creando tra tutte le persone che partecipano, per poter correggere e aggiustare ogni eventuale difficoltà.
Mi piace.
Per questo non mi importa se dopo le ore di lavoro e di studio, anche di notte, devo rimettermi al computer per impaginare il giornalino o ribattere e correggere un articolo.
Certo che sto passando un periodo difficilee davvero troppo spesso rischio di rimanere sommersa da tutta questa prassi, perdendo di vista quali sono le cose veramente importanti. Marco mi ha appena rivelato qual è il mio peggior difetto e purtroppo, come al solito, ci ha preso in pieno: ho la pessima abitudine di stendere delle gran coperte sopra ai miei problemi.
Faccio finta di non vederli, sperando che scompaiano.
Invece si fanno sempre più grandi e soprattutto ai miei occhi sempre più impossibili da risolvere, e quando inevitabilmente tornano a farsi vedere, resto atterrita.
Sto rischiando di rovinare quanto di più bello ho avuto nella mia vita a causa di questo brutto vizio. Sto rischiando di dare per scontato un rapporto  che deve crescere e maturare per poter continuare a vivere e a darmi gioia.
Spreco la mia vita perchè non vado a fondo a quella insoddisfazione che mina ogni mia gioia, ogni traguardo raggiunto.
E quell'insoddisfazione e legata alla mia scarsa autostima e alla mancanza di amore verso me stessa.
Strano per una persona che si professa un'egoista!
Non voglio passare il resto della mia vita alla ricerca di conferme e di certezze perchè non riesco mai a trarre soddisfazione da quello che ho,  perchè tutto quello che faccio non è mai abbastanza per i miei parametri di valutazione. Parametri che non hanno reali fondamenti opggettivi, se non una rigidità e una severità fuori dal comune.

Ancora una volta mi propongo dei cambiamenti radicali. Speriamo sia la volta buona.

 

postato da: insilenzio alle ore 16:52 | link | commenti | commenti
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