Ieri sera è stata una magnifica serata. C'era stato un po' di attrito nei giorni scorsi, l'umore mio e di Marco non era dei migliori, tra paranoia e depressione. Ma poi ancora il miracolo. Cinemino pasquale: Truman Capote, scelto da me che ho passatotutta la durata della proiezione a guardare lui e ad accarezzargli le mani e il viso. Poi, fuori dal cinema abbiamo iniziato con gli abbracci, non so se sapete quegli abbracci lunghi e forti che non vorrebbero finire mai, quegli abbracci che ti allargano il cuore di gioia, quegli abbracci che vogliono stringere tutto l'altro, fino nell'anima senza lasciarne scappare nenanche una goccia. E poi tanti baci, salati per le mie lacrime, ma dolci e pieni di tenerezza, sul naso, gli occhi, la bocca, morbidi e delicati.
Alla fine ce ne siamo andati nell'ultimo locale aperto, caffè coloniale o qualcosa di simile, in verità più simile a un bordello che altro. Ci siamo sdraiati come tutti in questi enormi divani, o come si possono chiamare, con cuscini e drappeggi e ci siamo abbracciati, ridendo e scherzando. Abbiamo bevuto due long island parlando della moto che vuole comprarsi e di come devo scegliere il casco, abbiamo parlato di famiglia, anche la nostra,, abbiamo parlato di roller blade, di dieta, di casa e di progetti e abbiamo trascorso una magnifica serata. Poi quando ci stavano proprio per buttare fuori anche da quel budoir ho preso la macchina e l'ho riaccompagnato a casa: ormai guido sempre io, ho superato almeno questa paura e lui si diverte a farsi scarrozzare da me. Poi con un po' di alcool in corpo e cantando a squarciagola le canzoni dei Rancid, divento un pilota provetto. E ancora tante parole e tanta gioia: "Sembri ringiovanita di 10 anni almeno", mi dice. E' vero, mi sento bene, piena di voglia di vivere, faccio cose di cui non avrei mai avuto il coraggio fino a qualche mese fa'. Gli ultimi abbracci e compiacimento per avere passato una magnifica serata insieme. Più tardi mi arriva un sms "Ma hai pregato per caso. Se sì, ti ascoltano! Io stasera ho ritrovato un'amica e le ho anche toccato il culo (non dimagrire troppo!)"
Il week end non mi è mai sembrato così lungo.
Mi lamentavo di non avere tempo libero e ora, con rammarico, mi rendo conto che gran parte di questo tempo era dedicato alla vita di coppia.
Ora ho un sacco di tempo libero con la terribile consapevolezza che tutte quelle cose che di solito ci si propone di fare nel tempo libero non hanno la benchè minima importanza e che vorrei solo trascorrere il mio tempo con lui.
Sola. Dopo otto anni con lui a cui si sommano altri tre con un altro, mi rendo conto che non sono assolutamente capace di stare da sola. Senza contare che prima della vita di coppia ho sempre avuto una spalla su cui appoggiarmi in un'amica più che fidata: praticamente non sono mai stata sola. Praticamente non ho mai dovuto fare conto solo sulle mie forze.
Ora le amiche sono sposate o fidanzate o comunque hanno una loro vita. Io invece mi ritrovo qui con un pugno di mosche e tutto da ricostruire.
E' dura e lo sarà sempre di più perchè quello che mi propongo di ricostruire è tutta me stessa: andare a fondo su due punti fondamentali, il rapporto con me stessa e con gli altri.
D'altra parte se voglio recuperare Marco e se voglio vivere una vita degna è l'unica cosa da fare. Certo che ho scelto la strada più difficile e di momenti di sconforto ne passerò tanti. I peggiori quando vedo in che stato ho gettato le persone che mi amano.
L'altra notte mi sono svegliata e ho sentito mia madre che piangeva.
Ieri sera ho visto Marco che soffriva con la sua consueta dignitosa freddezza.
Ricominciare è l'unica cosa che devo fare per loro e per me. E ricomincio dalle piccole cose, mettendo in discussione anche le grandi.
E la tensione traborda fino a sciogliersi in lacrime, rigandomi il viso, gonfiandomi gli occhi, strozzandomi il respiro, allora piangerò e urlerò, soffrendo fino in fondo, ma poi andrò avanti lo stesso.
Un sospiro di solievo: finalmente sono fuori!
Mi lascio il Bulgari Hotel alle spalle e cammino a testa alta per le vie del centro. A testa alta, spavalda sotto le gocce di pioggia che mi increspano i capelli.
Penso:stamattina ho rubato tempo al sonno per stirarmeli per benino. Inutile.
Respiro profondamente l'odore di bagnato e cammino, impadronendomi della città con lunghe e decise falcate. Sollevat, a mio agio.
Eppure poco fa mi aggiravo spaesata in quel posto gelido e perfetto. Semplicemente fuori posto.
Come al solito sono arrivata in anticipo, mostrando da subito la mia totale ignoranza delle regole.
Poi uno spaventapasseri molto aggraziato mi ha condotto in un tour dell'albergo, perfettamente consapevole del mio esser pesce fuor d'acqua ("E' la prima volta al Bulgari?" Ma va!!! Non si era capito, c'era anche bisogno di sottolinearlo...). Mi guardo intorno: spa, boardroom, lobby possibile che qui non si riescano a capire nemmeno i pulsanti dell'ascensore!
Lo spaventapasseri mi invita ad accomodarmi al ristorante nell'attesa, ma buttato un occhio agli avventori sono scoraggiata. Poi il mio pensiero va ai disturbi intestinali di ieri (quasi sicuramente colon irritabile...dovevo aspettarmelo prima o poi) e soprattuto al possibile conto (qui non si sa mai cosa ti rimborsano veramente e per fare i signori finisce sempre che i miseri 700€ di stipendio finiscono in polvere in un baleno), così mi accomodo nella "lobby". Leggo un po' il libro che ho in borsa, "Il mondo nuovo" di Huxley. Oddio! Come è possibile che la realtà sia così vicina alla finzione distopica!
Poco dopo iniziano ad arrivare i colleghi: tutte donne e per di più del marketing, loro ci sguazzano in quest'ambiente. per fortuna con Matteo si sdrammatizza un po' parlando dell'albergo dei ricchi con le caramelle per i figli ricchi dei ricchi.
E finalmente al lavoro! Mi sento meglio avendo qualcosa da fare, un ruolo. In questo momento mi sembra quanto di più nobilitante per l'uomo, qui in mezzo alla Milano che non deve lavorare.
Ma alla fine mi ritrovo a ciondolare da un angolo all'altro, cercando di eitare l'imbarazzo di conversazioni vuote e smancerie. pubbliche relazioni. Mi sento una borsa della spesa abbandonata in un negozio di Gucci.
Lo so che il mio malessere è in gran parte dovuto alla mia insicurezza, ma perchè mi devo sempre sentire così fuori luogo? Perchè non riesco a sentirmi bene proprio perchè sono al di fuori da queste dinamiche che tanto disprezzo. Mi ero anche agghindata per benino. E come dice mia madre:sei carina, basta che sorridi! Il problema è che non sorrido mai e ho sempre quest'aria imbronciata.
Quando arrivano i giornalisti vorrei scomparire, mi presentano, a volte si dimenticano di me, il più delle volte resto muta e spero che finisca in fretta!
Tornata in ufficio penso, con un moto di orgoglio, ai miei capelli che si arricciano di nuovo, rivelando la mia indole ribelle.
Il giorno dopo piegata dai dolori di stomaco, rifletto ancora: non posso continuare con queste malattie psicosomatiche! Basta non sentirsi all'altezza, piuttosto avere il coraggio di fare le cose a modo proprio, abbracciare la ribellione fino in fondo e non piegarsi a regole che non condivido.
La seconda rosa è la fiducia che, del tutto gratuitamente, mi offri
quando tutti hanno perso ormai ogni fiducia in me
quando ho fatto di tutto per non meritarmela
Una rosa vermiglia,
la prima,
per essere più vicini.
L'amore è tanto profondo
da comprendere il perdono
Oggi Marco è partito e si è portato via il sole...ma ha detto che me lo riporterà settimana prossima quando torna!
Sono andata a Milano. Ho comprato due camicie di quelle che non si stirano così anche mia madre è più contenta, e due cd. Era da tanto che non compravo cd ma stavolta il prezzo mi ha consentito un duplice acquisto: Hormonauts e Arctic Monkeys.
Mi sento bene.