in silenzio

"Quando s'avvicina la fine non restano più immagini del ricordo; restano solo parole. Parole, parole sradicate e mutilate, parole di altri, fu la povera elemosina che gli lasciarono le ore e i secoli." J.L. Borges
giovedì, 28 settembre 2006

Da qualche tempo le persone che mi stanno attorno stanno cercando di far vacillare le mie certezze. C'è che io ero convinta di essere pienamente in diritto di pigiare sull'acceleratore ogni qualvolta mi si parasse di fronte un semaforo arancione. Ora, prima le mie colleghe poi persone del tutto insospettabili e dalla guida a dir poco sportiva mi confermano che - addirittura!- sarei passibile di multa, oltre che del giudizio, che traspare chiaro dal loro sguardo esterrefatto, di persona dalla moralità discutibile.
Mentre guidavo, tornando dall'ufficio stavo pensando a questo episodio come spunto per un racconto che mi piacerebbe scrivere, ma preferirei leggere (di solito le cose che scrivo non mi piacciono  e mi annoiano moltissimo) e che molto probabilmente ho già letto . L'idea che mi stuzzicava era quella che questo mio errore di considerazione non fosse un mio errore, ma un piccolo sconvolgimento nelle leggi etico-automobilistiche. Come se da un giorno all'altro ci si accorgesse di un piccolo dettaglio che non va, che è sbagliato rispetto a quanto abbiamo saputo finora. E nessuno sembra farci caso, solo perchè è un piccolo dettaglio. In verità questo fatto preannuncia l'inizio di una serie di cambiamenti che porteranno, lentamente ma inesorabilmente, allo sconvolgimento delle leggi fisiche e all' erosione della logica che presiede al mondo come lo conosciamo. Un mondo dove a non è più necessariamente uguale ad a. Tanto che la situazione finale del racconto, non dovrebbe poter essere descritta con queste parole e con il linguaggio che sto usando, ma dovrebbe finire più o meno così: k<jne ukn  |££"34JKBNFI6  N,MX   

Guidare mi fa proprio male!

postato da: insilenzio alle ore 19:07 | link | commenti (4) | commenti (4)
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mercoledì, 27 settembre 2006

Come di consueto non posso che lamentarmi per la totale mancanza di tempo libero nella mia vita attuale. Deve trattarsi di una sorta di nemesi per gli anni adolescenziali trascorsi sul letto a gingillarmi con problemi esistenziali e malinconia.
La noia è solo un ricordo lontano, ora che ho smesso di guardare la vita dall'esterno, di tanto in tanto mi trovo ad annaspare, col fiatone, ma soddisfatta.
Sto imparando ad essere autosufficiente: una persona con una propria individualità. E lo sta imparando anche Marco tanto che il nostro rapporto di coppia e avviato verso una nuova maturita. Obiettivo: essere due persone che non passano più il tempo a guardarsi negli occhi, ma guardano insieme nella stessa direzione.
Intanto la vita mi ha messo di fronte a una nuova possibilità: un'amica che sta affrontando un momento difficile, per molti aspetti simile a quello che ho passato io in questi ultimi mesi. Perchè si tratta di una possibilità? Perchè ho la possibilità ancora una volta di trasformare la mia esperienza negativa in qualcosa di buono. Perchè posso stare vicina ad un'amica e recuperare il mio rapporto con lei. Perchè in questo modo posso continuare il cammino che sto facendo su mestessa e che riguarda proprio il mio relazionarmi con gli altri. perchè rivivere nel racconto dell'amica la mia stessa esperienza mi aiuta a comprendere meglio tante cose e anche a d apprezzare i progressi che ho fatto.
Mi sento bene in questo periodo perchè sto scoprendo chi sono veramente, di cosa sono capace. E inizio anche a capire perchè i miei amici mi vogliono bene: sto iniziando anch'io a volermi bene.
Ho fatto delle scelte importanti e difficili in questi mesi, ma la nuova Francesca che sta emergendo mi piace ogni giorno di più.

 

postato da: insilenzio alle ore 10:59 | link | commenti (5) | commenti (5)
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