in silenzio

"Quando s'avvicina la fine non restano più immagini del ricordo; restano solo parole. Parole, parole sradicate e mutilate, parole di altri, fu la povera elemosina che gli lasciarono le ore e i secoli." J.L. Borges
mercoledì, 25 ottobre 2006

Di nuovo sono in crisi. Ancora non so cosa sono. Cosa voglio fare da grande.
insomma ciclicamente si ripresenta questa insoddisfazione di fondo verso quello che sto facendo.
Non so se si tratta di incostanza, dopo un po' mi annoio di tutto,  e quindi di un problema nel mio modo di vivere le cose, oppure se effettivamente non sono ancora riuscita a trovare la mia strada.
Poi mi ritrovo a pensare: ma cosa sono capace di fare, quali sono le cose che mi danno realmente soddisfazione?
Penso: il lavoro di analisi, capire le cose, la teoria, tutto ciò in cui sento stimolate le mie capacità intellettuali.
Cosa faccio invece: fare, fare, fare questo è il punto qui si agisce soltanto senza pensare. L'importante è mostrarsi affacendati. Si lavora male e di corsa. Altro che analisi.
E poi ho sempre quella sensazione di essere un pesce fuor d'acqua...io con la mia laurea in poesia (come sostiene il mio capo). Troppo spesso mi rendo conto che sto celando la mia vera personalità con i colleghi: per non offenderli, per non risultare sgradevole, er non essere sempre la solita stronza.
peccato che io sono sempre la solita stronza.
Alla fine durante queste crisi, al colmo della melanconia, emerge il solito pensiero: a me piace scrivere.
Almeno in questo lavoro ogni tanto mi fanno scrivere qualche articolo o qualche testo: certo che scrivere parole vuote e per di più su un'azienda farmaceutica è quantomeno noioso.
E poi questo mio pregio/difetto per cui ho una cultura vasta che si allarga ad argomenti totalmente differenti ma che non ne approfondisce nessuno. Insomma non sono mai esperta di qualcosa, una vera appassionata. Per esempio, il cinema: ho sempre coltivato una passione per il cinema e la mia cultura in merito supera ampiamente quella della media delle persone di media cultura. Tuttavia non faccio parte di quei super fanatici che seguono ogni festival e sanno tutto sul cinema iraniano. perchè? perchè dopo un po' mi stufo, perchè non mi piacciono i fanatismi, perchè mi piacciono anche i telefilm e perchè non riesco a dedicarmi ad un unica passione.

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venerdì, 06 ottobre 2006

Mia nonna ormai ha perso il lume della ragione. Non ha perso invece la risposta pronta e tagliente. La combinazione delle due cose genera spesso episodi di una comicità surreale.

Paternità
nonna : "Stamattina ero incinta e..."
io: "Nonna, ma di chi eri incinta, tuo marito è morto da quasi 50 anni?"
nonna (riflette un po', poi sorride ed esclama): "Del Padreterno!"

L'importante è essere in ordine
nonna (dal neurologo): "Stamattina ero pronta per andare dal parrucchiere poi sono venuti quei due e hanno cominciato a litigare (qui comincia una lunga, dettagliata e del tutto sconclusionata narrazione). Così alla fine sono venuta qui invece che andare dal parrucchiere"
dottoressa: "Ma io non sono un parrucchiere"
nonna: "Be' una spuntatina me la da lo stesso..."

 

 

 

postato da: insilenzio alle ore 08:33 | link | commenti (1) | commenti (1)
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