Disputa onirica
Non appena morta, la mia ospite, una signora di mezza età dallo sguardo gentile e pingue, mi accompagnò in mezzo agli altri. Spalancato il portone, mi introdusse in una vasta sala in perfetto stile rococò, con stucchi e arredi signorili. Immediatamente riconobbi il mio amore che se ne stava su un sofà avvolto in una coperta e mi sentì felice e rassicurata: finalmente potevamo riabbracciarci e sentirci una cosa sola nel nostro amore. La signora sorrideva beandosi della mia soddisfazione e mi pregò di accomodarmi con gli altri perché presto ci avrebbero servito il tè. Di lì a poco infatti ci furono servite prelibatezze e leccornie mentre si intavolavano garbate discussioni sulle doti della cuoca.
Infine, il capolavoro: un soffice pan di spagna con triplice farcitura di crema chantilly servito con del gelato ricoperto di cioccolata fusa bollente. La nostra ospite si aggirava tra i tavoli servendo e godendo delle lodi: “E’ ottima” mormoravano masticando “davvero ottima”, ripetevano facendo attenzione che la crema non macchiasse loro la camicia.
Finché la signora giunse dal mio amore. In effetti da quando ero arrivata era stato un po’ freddino, ma non pensavo che la sua reazione avrebbe causato tanto scompiglio: “Buona” disse.
Vidi lo sguardo pingue della cuoca trasformarsi in crudeltà bovina. Vacuo e senza pietà.
Volsi il viso verso il mio amore cercando di persuaderlo ad essere più accondiscendente con la nostra ospite, correggendo la sua gaffe.
“E’ buona” ripetè.
Di contro tutto l’uditorio “Ma che dice? è ottima, sicuramente ottima”.
La vecchia abbozzò un sorriso. Ma non demordeva: attendeva una rettifica. Le spettava.
“E’ buona. Solo Dio è ottimo”
A quel punto tutto era chiaro. La perfezione. La lontananza da Dio. Quello non era il paradiso.
Immediatamente cercai di portare parte dell’uditorio dalla nostra parte: “Signor Lutero, glielo dica Lei che è un teologo! La perfezione è solo di Dio, solo Dio è il bene sommo”.
Tutto questo aveva solo un significato: quello non era il paradiso. Come faceva Lutero a stare in paradiso? Come facevo io ad essere ancora così attaccata al mio amore? Come facevo a non essere persa nell’amore divino?
E ora, chi lo spiegava alla signora?