in silenzio

"Quando s'avvicina la fine non restano più immagini del ricordo; restano solo parole. Parole, parole sradicate e mutilate, parole di altri, fu la povera elemosina che gli lasciarono le ore e i secoli." J.L. Borges
mercoledì, 30 aprile 2008

Paure

Quando arrivo in ufficio mi domando "cosa ci faccio io qui?".
Giorno per giorno  divento un po' più acida, meschina, annoiatae stanca.
La soluzione è semplice: andarsene.
Resta solo da capire perchè non lo faccio.
Non lo faccio perchè ho paura, fottutamente paura.
Ho paura dei colloqui di lavoro. Ho paura di essere giudicata e incasellata. Ho paura di mettermi in gioco. Ho paura di non farcela. Ho paura dinon essere all'altezza. Ho paura di non essere brava come credo o almeno di non essere brava a dimostrare che sono brava. Ho paura della gente. Ho paura di chi non ti dà una seconda chance. Ho paura di tutte le situazioni nuove.

postato da: insilenzio alle ore 08:38 | link | commenti (2) | commenti (2)
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giovedì, 24 aprile 2008

L'insieme degli insiemi che non appartengono a sè stessi ... mi sembra un tipo che ha parecchie cose da dire: non si potrebbe uscire a berci una birra?
postato da: insilenzio alle ore 08:50 | link | commenti | commenti
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venerdì, 18 aprile 2008

Hey Jude

Quanto mi piace in questo periodo: oggi in macchina l'ho ascoltata almeno tre volte. Quel piacere ossessivo per cui non riesci a far finire il pezzo che già vorresti che ricominciasse. Fino alla nausea.
Adoro il contrasto tra l'apertura così pulita e perfetta e la chiusura con quel fantastico lalalala corale (mi sono accorta che questi maledetti coretti sono davvero il mio punto debole!) e gli urletti strozzati di McCartney. E poi quel crescendo su better bet-ter bet-er... dio mi fa impazzire. Vorrei ascoltarla ancora una volta... solo una...

postato da: insilenzio alle ore 09:23 | link | commenti | commenti
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mercoledì, 09 aprile 2008

Percezione del corpo e femminilità. Appunti


Da qualche mese ho smesso di prendere la pillola. Mi sono dimenticata di ricominciare dopo l'interruzione mensile e ho deciso (dopo quasi 10 anni) che non voglio più riprenderla. Non voglio avere figli, ma se dovesse capitare non ci sarebbe nulla di male visto che ormai ho quasi raggiunto i 30, ho un ragazzo che mi ama, una famiglia che mia iuta sempre, un lavoro e una casa. Non voglio avere figli subito, ma voglio ricominciare ad avere una sessualità serena. Già perchè mentre si ciancia tanto di certi effetti collaterali della pillola (fa ingrassare, la cellulite, ...) molto meno si parla di calo del desiderio. Eppure confrontandomi  con alcune amiche non sono certo l'unica.
Fin qui il fatto. La riflessione che ne è seguita è stata più o meno questa. nessuno ti insegna a conoscere il tuo corpo e la tua femminilità. Vuoi scopare senza avere figli? Prendi la pillola. Quando hai 16 anni probabilmente è l'unica cosa che si desidera, ma non si hanno 16 anni tutta la vita e si finisce per arrivare a 30 senza aver acquisito quella attenzione verso il proprio corpo che è anche responsabilità e amore per il proprio essere donna. Tutta la nostra medicina è orientata a tacitare il corpo. prendi la "pillola" (per il mal di testa, per il mal di stomaco, per non rimanere incinta) e dimenticati del tuo corpo. Peccato che poi il corpo si ribella (e ti fa scendere a zero il desiderio sessuale). Quel corpo che non è solo qualcosa che fa male. E che se fa male forse è meglio ascoltarlo, invece che metterlo a tacere con una pillola. 
E dire che lavoro in un'azienda farmaceutica...
Naturalmente questa esperienza dell'oblio del corpo rappresenta la mia personale esperienza, ma mi sembra qualcosa di estremamente diffuso.

***

Sono stanca di sentire quarantenni che dopo 20 anni di matrimonio si lamentano della vita di coppia e della  monotonia della loro vita sessuale! Non penso di essere una stupida se reputo che al posto della noia, la conoscenza reciproca possa generare un rapporto più profondo e un'intesa sessuale sempre migliore.  Se siete insoddisfatte non è detto che la colpa sia solo di vostro marito!  Anche la sessualità richiede impegno e non si può aspettare che la passione piova dall'alto. Bisogna mettersi in gioco. Anche con il corpo e non solo con la testa.


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Per lavoro mi capita di leggere giornali femminili. Ho scoperto con disgusto la persistenza di alcuni stereotipi pseudofemministi sconcertanti. Non mi sembra possibile che una donna possa affermare quello che ho letto oggi: "Dopo ognuno dei due aborti che ho avuto, ho provato gioia e sollievo, e un'ispirazione e un'introspezione che una cura canalare non mi ha mai causato". Credo che alla base di certe affermazione pro-aborto si collochi il tentativo di annullare la femminilità. La gravidanza come una malattia. L'aborto come la devitalizzazione di un dente. Mi sembrano concetti così folli! Accidenti, ma le donne si sono lasciate convincere davvero dall'ideale scientista di androginia e neutralizzazione della differenza sessuale? Davvero è possibile non "sentire" a tal punto le esigenze di un corpo femminile? La ricchezza che viene dalla possibilità di essere madri, di generare una vita, di portarla dentro di sè. Continuano a trasparire termini scientifici che ci fanno sentire tanto progressiste: non siamo incubatrici, no certo, ben altra cosa è portare a termine una gravidanza. Non mi schiero rigidamente contro l'aborto, come non mi schiero contro la pillola in assoluto: ma - santo dio - quando vogliamo riappropriarci di questa benedetta femminilità e capire quello che siamo realmente?

postato da: insilenzio alle ore 16:37 | link | commenti | commenti
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