Matrimonio batte sindrome premestruale 1-0
Stamattina stavo pensando che in questi giorni dovrei essere el pieno della mia depressione premestruale. Invece i preparativi del matrimonio, la gioia di avere vicino finalmente la persona che amo ela soddisfazione di vedere la mia casa ( e la mia famiglia) che si costruisce giorno per giorno l'hanno decisamente avuta vinta.
Ieri ho fatto pulizia. Un po' invidiosa del distacco dagli oggetti del mio futuro marito, ho deciso di liberarmi di un po' di zavorra. Quando sono andata a vivere da solo circa un anno fa i miei familiari mi hanno fatto il trasoloco, facendomi trovare gli scatoloni già chiusi con tutto quello che avevo accumulato in questi anni nella mia stanza. Quegli scatoloni me li sono trascinati dietro giusto fino ai giorni scorsi. Con la scusa di riempire i miei nuovi mobili e la libreria mi sono lasciata prendere dal gusto di rivedere il mio passato per poi lasciarlo definitivamente nel passato. La prima osservazione è che sono indubbiamente affetta da grafomania e da un certo feticismo per tutto quello che ho scritto: ho ritrovato quaderni, foglietti, blocchi di appunti, fogli dattiloscritti, bigliettini del liceo, diari, agende, fogli protocollo e quantaltro stilati nel corso di questi 30 anni. La mia vita in appunti sparsi. OK, questi non ho avuto il coraggio di buttarli: li ho chiusi tutti in una scatola insieme alle foto e ai ricordi e li ho infognati sotto al letto.
Poi però ho iniziato a buttare tutto il superfluo. Soprattutto la mia raccolta di articoli di giornale, memoria di un tempo in cui tutte le mie certezze si basavano solo sulla mia cultura, su quello che sapevo. Oggi mi sento una donna e tutto quello che mi serve me lo porto sempre dietro (dentro). Non ho bisogno di citazioni. Non ho bisogno di referenti. E se non mi ricordo qualcosa ... sopravviverò. Oggi sono io.
Le mie colleghe mi dicevano che quando provi per la prima volta il tuo abito da sposa "senti" che è il tuo. Io pensavo che fossero un po' sceme. Invece ho dovuto ricredermi. Quando mi hanno aiutato ad indossare l'abito che poi avrei scelto, prima ancora di vedere come mi stava, ho sentito quel tessuto che mi accarezzava la pelle e aveva qualcosa di diverso da tutti gli altri.
La mia amica di infanzia e mia madre hanno confermato: "Questo vestito è proprio come te, semplicissimo, ma solo in apparenza".
Scrivere in ufficio
Per l'ennesima voltami hanno detto che i miei testi sono troppo umani, che c'è troppo cuore. Ma che cazzo vuol dire? E poi lo scopo non era quello di umanizzare un po' l'azienda?
Che palle.
Non so accettare le critiche. Mi da fastidio quando mi dicono quelle cose tipo "non fraintendere sono bellissimi però...". preferirei che mi dicessero le cose in maniera più diretta.
E poi perchè non ho mai diritto a una revisione? Non ho detto di aver consegnato dei testi definitivi, anzi. Lavorando praticamente senza un brief mi tocca sempre andare a tentoni. Almeno avere delle indicazioni strada facendo per non buttare vie ore di lavoro imboccando sentieri sbagliati. E invece niente revisioni, niente lavoro di squadra e niente brief. Niente creatività, niente di originale: solo quando scrivo le solite banali minestre riscaldate fila tutto liscio. Se solo mi azzardo a metterci qualcosa di più, me lo cassano. ma senza discussione. Così per me non serve a nulla: non posso migliorarmi, non ne traggo alcuna soddisfazione e mi pagano pure poco. E poi sono permalosa, lo so. Ma è perchè quando faccio qualcoa di diverso lo faccio seguendo una mia logica, dei miei ragionamenti, non così a cazzo perchè ne avevo voglia. Per questo vorrei sapere dove ho sbagliato il mio ragionamento, o se è solo la resa che non è efficace per lo scopo che mi ero prefissa. Dove sono i bravi maestri?