in silenzio

"Quando s'avvicina la fine non restano più immagini del ricordo; restano solo parole. Parole, parole sradicate e mutilate, parole di altri, fu la povera elemosina che gli lasciarono le ore e i secoli." J.L. Borges
lunedì, 11 aprile 2005

A caval donato...

Prima o poi dovrò eliminare tutto quel ciarpame che la mia cara nonnina mi regala. Non ho mai realmente capito le sue intenzioni: forse mi prende per il culo oppure è davvero convinta che si tratti di oggetti indispensabili, o forse cerca anche lei il modo di sbarazzarsene. Mentre io mi scervello sul comportamento da tenere con la vegliarda, mia madre me li mette da parte "per quando ti sposerai".
O forse potrei avere anch'io la mia bancarella in uno dei mercatini dell'usato che si moltiplicano in primavera, che sbocciano dall'humus di cantine ripulite (?!) e fioriscono in un tripudio di orologi a cucù, libri di wilbur smith e cacaturi vari (n.b. dicesi "cacaturo" qualsiasi ninnolo o soprammobile, generalmente kitsch, il cui unico scopo è quello di raccogliere la polvere; es. le gondole o i trulli igrometrici).
Ma torniamo ai regali della nonna. Ne stilo qui un elenco, forse qualcuno potrebbe essere interessato e contattarmi per un acquisto:
1) Pronto Caffè. Descrizione dell'oggetto: un cilindro marrone (h20 cm x 8cm dia). Coperchio e manovella bianchi.
Utilizzo: Si riempie il cilindro di caffè, si appoggia Pronto caffè sulla parte della caffettiera che va riempita di caffè, si aziona la manovella che, collegata ad un aggeggioloso favoleggio basculante, come per magia farà scendere la giusta quantità di caffè.
2) Servizio da sei per pinzimonio. Descrizione: 6 ciotoline bianche con bordo colorato per pinzimonio. Inutilizzabili come tazzine caffè (senza manico), troppo piccole per qualsiasi altro uso. Ergo se verrete a casa mia, quando sarò sposata, vi toccherà mangiare il pinzimonio.
3) Il Pelasicuro. Descrizione: ok, quest'oggetto ha decisamente la forma di un vibratore. Cito dalla confezione:"L'eslusivo blocco rotante gira sull'alimento pelandolo velocemente. Grazie alle 4 lame incastonate non ci si può tagliare nemmeno in caso di contatto."

E questo è solo un assaggio. Chhissà cosa mi riserva la nonnina per il fatidico giorno del matrimonio, brrr...

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lunedì, 11 aprile 2005

Tormentoni.

Da chè ci conosciamo, e si parla dei tempi del liceo, non c'è giorno che Marco non se ne esca con uno dei suoi tormentoni.
Il tormentone è quella frase che al primo ascolto ti fa sorridere compassionevole ma quando poi entri nel mood non puoi più farne meno.
Il tormentone ti penetra il cervello e scivola giù sulla lingua grazie al mancato drenaggio del palato.
Il tormentone è stupido è spesso volgare.
Il tormentone, se ci pensi, ti fa vergognare di quello che stai dicendo, ma se non ci pensi, ti fa fare grasse risate.
Il tormentone va pronunciato con la giusta cadenza, altrimenti non ha effetto.
I tormentoni sono componibili fra loro.

Sto pensando ad una catalogazione dei tormentoni (catagolo per esempio è già un tormentone) per categorie: ci sono tormentoni di una sola parola, generalmente qui l'interesse sta solo nell'aspetto fonetico; ci sono gli insulti fra i quali quelli automobilistici costituiscono una sottocategoria molto ricca, ci sono le semplici volgarità, ci sono le citazioni, le canzoncine e così via all'infinito.
Voglio limitarmi per ora a menzionarne solo alcuni scelti con criterio assolutamente casuale:

1) Senti che gusto!
2) (se scopi come guidi) allora vedi che c'hai le corna!
3) scienziato della guida! o più semplicemente scienziatone!
4) perchè non me lo vieni a succiare?
5) frocio inculato!
6)Ti ricordi ai tempi di Hiro Hito? Ma che cazzo ti ricordi!
7)Ti piace il gelato!
8) A manetta!
9) Aggeggioloso favoleggio

 Solo che io dopo un po' non me li ricordo più, lui, l'amore mio, se li ricorda tutti! Bè io lo amo anche per queste cazzate.
Ah! il tormentone di stasera: "Pulcino-sofficino non lo puoi usare per pulirti il culo"

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